Capitolo 1
Il cartello sbiadito
“Ci sono giorni in cui non sappiamo ancora che la nostra vita sta per cambiare.”
Era il primo maggio del 2002. Eravamo arrivati in Sicilia quasi per caso: Carlo, Cica – il nostro cane caraibico – e io. Non stavamo cercando una casa. Stavamo cercando un luogo in cui ricominciare.
Era il tempo della zagara. L’aria profumava di fiori d’arancio e sembrava rallentare ogni cosa. Avevamo una cartina di carta appoggiata sulle ginocchia: allora si viaggiava cosi’, seguendo le strade, l’intuito e la curiosita’.
Quel giorno decidemmo di esplorare l’altipiano Ibleo. Scendemmo verso la valle, passammo da Villa Vela e arrivammo a Noto, una citta’ che non conoscevamo affatto.
Entrammo percorrendo Corso Vittorio Emanuele e ci trovammo davanti una bellezza straordinaria: le chiese, i palazzi barocchi, la pietra dorata nella luce del sole. Ma piu’ di tutto mi colpi’ l’atmosfera. Non era la Noto viva e frequentata che oggi conoscono in tanti. Sembrava un luogo sospeso nel tempo, magnifico e silenzioso, in attesa di tornare a vivere.
Ricordo ancora Carlo fermarsi a osservare tutto in silenzio. Poi disse soltanto: “Questo e’ il posto.”
Io avevo ancora molte domande. Lui aveva gia’ visto una possibilita’.
Continuammo a camminare fino a Via Nicolaci, la strada dei celebri balconi barocchi. Proprio li’ Carlo noto’ un piccolo cartello: vecchio, scolorito dal sole, quasi invisibile. C’era scritta una sola parola: AFFITTASI.
Telefonammo subito. La settimana successiva tornammo a Noto e firmammo il contratto per quel locale. Negli stessi giorni trovammo anche una villetta con giardino a Villa Vela, perfetta per noi e per Cica.
Nel giro di una settimana avevamo trovato una casa, un ufficio e, senza saperlo, il luogo che avrebbe cambiato il corso della nostra vita.
Oggi, ripensando a quel momento, mi colpisce una cosa: quel cartello era probabilmente li’ da mesi, forse da anni. Molti gli saranno passati davanti senza notarlo. Carlo, invece, vide subito cio’ che poteva diventare.
Era una delle sue doti piu’ grandi: riconoscere il potenziale nascosto delle cose prima che diventasse evidente agli altri.
Allora pensavo che stessimo semplicemente scegliendo un ufficio. Oggi so che quel piccolo cartello sbiadito ci stava indicando molto di piu’ di un locale. Ci stava indicando una direzione.
Fu anche li’ che iniziai a guardare i luoghi con uno sguardo piu’ ampio: non solo per quello che erano in quel momento, ma per cio’ che potevano diventare.
E, qualche volta, è proprio da una piccola intuizione che comincia a cambiare un’intera vita.
