Capitolo 3

Vendicari, Noto e l’anima di un luogo

Nei primi anni esplorammo tutto il territorio, dal mare agli altipiani degli Iblei.

La costa allora ci appariva molto diversa da come la conosciamo oggi. In diversi tratti prevalevano costruzioni disordinate, e non trovavamo la stessa armonia che sentivamo nell’entroterra. Per questo ci orientammo quasi naturalmente verso le campagne, le masserie e i piccoli borghi del Val di Noto.

Fu una scelta nata piu’ dall’istinto che dal mercato. Sentivamo che era lì che volevamo lavorare.

La grande scoperta di quegli anni, pero’, fu la Riserva Naturale di Vendicari. La prima volta che vi entrammo rimanemmo in silenzio. Non era soltanto un luogo di straordinaria bellezza: era un ecosistema intatto, dove il mare, le dune, gli stagni, i fenicotteri e la macchia mediterranea convivevano in un equilibrio raro.

Compresi subito che Vendicari non era semplicemente una riserva naturale. Era uno dei luoghi capaci di dare identita’ a tutto il territorio.

Chi sceglieva di vivere nel Val di Noto non cercava soltanto una casa. Cercava anche la possibilita’ di essere vicino a un luogo ancora autentico, dove la natura aveva conservato il proprio ritmo.

Anno dopo anno, qualcosa inizio’ a cambiare. Anche il nostro piccolo ufficio cambio’ insieme alla citta’. Non era piu’ soltanto un’agenzia immobiliare: divenne un luogo di incontro. Le persone passavano a salutarci, qualcuno si fermava semplicemente per fare due chiacchiere, come accade davanti a un caffe’ o al bancone di un bar. Senza accorgercene, stavamo diventando parte della vita quotidiana di Noto.

A pochi passi dall’ufficio c’era il Caffe’ Sicilia, che per noi era un piccolo punto di riferimento. Ogni tanto, nelle pause del lavoro, ci sedevamo ai tavolini all’aperto con la Cica, prendevamo un gelato e ci concedevamo qualche minuto per osservare la citta’. La Cica amava il fiordilatte e aspettava sempre il suo piccolo assaggio.

Sono ricordi semplici, ma quando penso ai nostri primi anni a Noto riaffiorano insieme ai grandi avvenimenti. Perche’ una nuova vita non si costruisce soltanto con le decisioni importanti. Si costruisce anche attraverso piccoli gesti quotidiani che, col tempo, diventano memoria.

Forse fu proprio questa atmosfera ad affascinare anche i primi stranieri che arrivavano nel Val di Noto. Non vedevano soltanto una citta’. Sentivano di aver trovato un luogo che conservava ancora la propria anima.

E mentre accompagnavo quelle persone alla scoperta di Noto, mi rendevo conto che anch’io continuavo a scoprirla ogni giorno.

Fu allora che iniziai a capire davvero che il valore di una proprietà non dipende mai solo dalla casa in sé ma anche dal paesaggio, dalla vita che la circonda e dal legame profondo con il territorio.